Superloft, Millennials at home e Internet delle cose: approfondimenti dal Salone del Mobile 2018.

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Dal 17 al 22 aprile, a Milano, si sono svolti contemporaneamente il Salone del Mobile ed il Fuorisalone, due approcci diversi ma complementari al mondo del design e dell’arredamento

In fiera a Rho sono andate in scena le dinamiche del mondo dell’arredo che produce business e che conquista fette di mercato, una kermesse per gli addetti ai lavori e gli appassionati del settore, padiglioni e stand con spazi sapientemente progettati, densi di dettagli preziosi in scenografie perfette. Più di duemila aziende si sono mostrate in tutto il loro splendore a oltre 434.000 visitatori di questa edizione da record. Contemporaneamente, in città, hanno preso vita circa 1.300 eventi.  Tortona,  5 vie, Brera, Porta Venezia, Ventura, Università degli Studi di Milano, via Durini, sono luoghi oggi divenuti simbolo di design a livello mondiale. Nei palazzi storici e nei giardini i grandi nomi della moda, come Louis Vuitton, Hermes, Marni, insieme a designer affermati, tra cui Dimore Studio, Cristina Celestino, Studio Pepe, e aziende del settore, hanno incantato i visitatori e indicato la strada del design dei prossimi anni.

SUPERDESIGN

Superdesign (Super, dal latino “sopra”) è la parola più potente ed evocativa che riassume il Fuorisalone 2018.

Dopo aver rielaborato tutto ciò che abbiamo visto, sentito, respirato e toccato possiamo pensare che il Design si è evoluto in Superdesign!

Superdesign Show è il titolo della mostra presentata anche quest’anno dallo storico Superstudio Più, in via Tortona, luogo in cui, da ormai 20 anni, si può fare esperienza di design innovativo, frutto di una ricerca sulle eccellenze, le tendenze e gli stili di vita. In particolare ci ha permesso di riflettere sull’idea del Superloft, un concept ideato dall’architetto Giulio Cappellini: la casa in cui ciascuno di noi vorrebbe vivere. Una casa internazionale, cosmopolita, adattabile a qualsiasi luogo e tecnologica, che contemporaneamente rispecchia la tradizione e la cultura da cui proveniamo.

Nella vita quotidiana i luoghi in cui viviamo sono i contenitori delle nostre attività, possono realmente influenzare la nostra esperienza e di conseguenza il modo in cui ci sentiamo.

In questo periodo di grandi contaminazioni di stili, il design deve essere custode della nostra cultura e della nostra storia.

GLI ARCHITETTI – “HOME CURATORS”

Architetti e designer si relazionano con la vita contemporanea e diventano “home curators“. A palazzo Bovara alla mostra di Elle Decor: “Onlife. Millennials at Home” abbiamo vissuto negli spazi in cui le generazioni dai 20 ai 40 anni, iperconnessi digitali, vogliono vivere, condividere e lavorare.

Gli addetti ai lavori rispondono all’evoluzione degli stili di vita della società, non è più solo una questione di tendenze, ma si lavora per disegnare e creare gli spazi del mondo che verrà, e delle nuove necessità. Ogni installazione è stata progettata nella sua multisensorialità, con attenzione non solo alla qualità degli oggetti e dei complementi esposti, ma con grande cura nella creazione dell’atmosfera, usando luci emozionali, aromi, musiche, proiezioni, media, interazione.

TENDENZE

Gli allestimenti hanno portato alla ribalta oggetti ipnotici e seducenti, ispirandosi a palette di colori che vengono dagli anni 70 – 80, inserendo richiami alla storia del design e pezzi vintage di arredamento, omaggio ai grandi designer.

Hanno trionfato i materiali naturali, legni, metalli e marmi, ma anche vetri, ceramiche, resine, tessuti e texture innovative, integrati a superfici led e sensori interattivi. La forma classica dell’arco a tutto sesto è riconoscibile nella progettazione di elementi di arredo, come cucine, librerie e divisori, nelle decorazioni murali e ceramiche da rivestimento. Il verde indoor si conferma grande protagonista degli spazi per il confort e la vivibilità che conferisce. Piante di grandi dimensioni, come kenzie o banani, hanno il compito di rievocare la magia e la freschezza del giardino all’interno delle mura domestiche.

Il design si concilia con l’internet delle cose, che rende gli oggetti molto intelligenti e versatili. L’assistente domestico di Google Home ci permette di controllare i sistemi elettronici e interagire con essi a suon di comandi vocali, il forno dialoga con il cibo cucinandolo al punto giusto in maniera salutare.

Siamo tornati a casa entusiasti e ottimisti, abbiamo sognato, ci siamo emozionati e meravigliati per la tanta bellezza, praticità e intelligenza.

GALLERIA

Questa edizione ha riconfermato Milano capitale del design contemporaneo, sia per quel che riguarda il business, sia per l’impatto culturale e la sferzata di energia ed ispirazioni che questo evento riesce sempre di più a sprigionare. 

Giulia Ciacci

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info@giuliaciacci.com

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