Chi si occupa di customer experience può significativamente sostenere i decision maker aziendali alle prese coi risultati trimestrali producendo una “trimestrale” del cliente, forse il più autorevole “analista” dei bilanci aziendali e dei “bilancini” trimestrali.

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Le “trimestrali” sono un evento importantissimo nella vita di un titolo azionario. L’attenzione di tutti gli investitori interessati a quella particolare società o settore si concentra spesso sulle trimestrali, ovvero sulla comunicazione che le società quotate sono obbligate a fare rendendo pubblici i loro risultati nell’arco temporale dei tre mesi.

Nella maggior parte dei casi, il titolo prende valore se la società in questione produce stabilmente utili, indice riassuntivo della salute della società stessa.

Le trimestrali sono ovviamente attesissime dagli investitori e riservano spessissimo inattese sorprese a causa degli innumerevoli fattori, esterni ed interni all’azienda quotata, che ne determinano l’imprevedibilità dell’andamento e, spesso, la volatilità del titolo stesso.

Anche medie imprese non quotate in borsa utilizzano un’analisi dei propri risultati trimestrali, non solo per controllarne l’andamento, ma per le continue e necessarie revisioni di budget, quando previsioni fatte antecedentemente sul futuro non sono in procinto di avverarsi.

Naturalmente il futuro è difficile da prevedere e queste continue e pronte revisioni e correzioni dei propri programmi che derivano da queste “trimestrali” (al ribasso o al rialzo che siano) sono una delle qualità più richieste ai manager.

 

Chi si occupa, come noi, di Customer Experience, può significativamente sostenere i decision maker aziendali alle prese coi risultati trimestrali producendo una “trimestrale” del cliente, forse il più autorevole “analista” dei bilanci aziendali e dei “bilancini” trimestrali. Il cliente, infatti, decreta con grande autorevolezza lo stato di salute dell’azienda, spesso “spiega” gli andamenti aziendali trascorsi con oggettività ed è in grado di rischiare previsioni future, anche a breve termine, attraverso il suo grado di entusiasmo.

Ecco perché è consigliabile produrre una “trimestrale” del cliente radunando in sintetici e affidabili report i dati che appunto indicano lo stato di salute che la clientela attribuisce all’azienda o al brand.

Che i dati utili siano quelli relativi alla frequenza di acquisto, al valore medio di esso, piuttosto che alla fedeltà o indici ancora più “predittivi” come il Net Promoter Score o il customer experience index (clicca qui) dipende dal caso specifico.

Può essere, ma non in tutti i casi, anche di supporto alle decisioni l’analisi del web, da Trip Advisor al comportamento dei clienti sui social.

L’arte consiste proprio nell’ individuare pochi, significativi, affidabili e autorevoli indici che indicano la salute che il cliente attribuisce all’azienda, monitorarli e portarli all’attenzione degli imprenditori e manager analisti dei risultati trimestrali per i loro giudizi sull’andamento, per le loro previsioni e, naturalmente, come prezioso supporto alle loro decisioni!

Per ulteriori informazioni info”@”praxismanagement.it

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