I primi a vivere valori e promesse del brand devono essere proprio i dipendenti!

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Il ragionamento è di una semplicità disarmante. Per offrire una customer experience vincente e in linea con i valori e le promesse che il brand propone, occorre innanzitutto che siano i dipendenti stessi a vivere un’esperienza di lavoro autenticamente coerente con i valori che si propongono ai clienti. I “conflitti di valori”, si sa, producono guerra. Nelle nostre aziende, semplicemente, i migliori se ne vanno altrove.

“Vendiamo comunicazione e qui dentro nessuno si parla”.

“Proponiamo velocità e attenzione ma qui dentro burocrazia e menefreghismo ci avvelenano”.

“Diciamo people first e qui dentro c’è chi si ammazza di lavoro e chi fa il lavativo sistematicamente”.

“Nel nostro sito la parola più citata è qualità e ai fornitori chiediamo sempre e solo prezzi più bassi”.

Se si iniziano a spargere queste voci non solo i migliori se ne vanno (perché i peggiori non se ne vanno via mai), ma è sempre più difficile attrarre nuovi talenti che, spesso, pur superando le forche caudine di quattro o cinque colloqui, poi, informatisi di queste voci, gentilmente rifiutano la proposta di lavoro.

Ecco che così il colosso Amazon (per il quale oramai quasi tutti i brand volenti o nolenti lavorano) ricorre “all’aiutino” offrendo buoni, qualche dollaro in più e un giorno di ferie a chi “pubblicamente” dice che è bello lavorare ad Amazon. Ma i complimenti a pagamento, oltre che tristi, non sono quasi mai sinceri… Amazon naturalmente smentisce asserendo che coloro che ricevono giftcard, una giornata di ferie in più e qualche pranzo in offerta sono in realtà dipendenti scelti come “ambassador”  del brand organizzati in fulfillment centers!

 

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